Un hacker molto esperto

Mi presento: sono Jack lo squartatore, di mestiere faccio l’hacker e vi scrivo dall’inferno.

Ovviamente questo non è il nome che mi hanno dato i miei genitori, ma è quello che fa tremare i polsi a chiunque abbia sentito parlare di me. Tranquilli, non porto coltelli affilati, non spargo sangue, ma posso causare danni con conseguenze ancora peggiori. Io trafiggo accessi riservati dei computer, mi insinuo dietro protezioni di bit, sbudello account, smembro informazioni e porto via ricordini fatti di dati personali delle mie vittime. Lo so che mi state dando la caccia da tempo e il fallimento dei vostri tentativi mi fa venire ancora di più la bava alla bocca. Agisco nei pressi della Bianca Cappella , quel social network un po’ sordido dove le persone si sentono al sicuro ed abbassano spontaneamente le protezioni, così io posso restare nell’ombra fino a sferrare i miei attacchi mortali, come quello che sta per partire.

Ecco chi sarà la prossima vittima dei miei attacchi da hacker: ho ricevuto incarico da parte di una nota casa editrice per colpire un certo Alessandro Manzoni, persona molto rispettabile e frequentatore di salotti buoni. Pare che questo signore, scrittore di media fama per aver già pubblicato alcuni poemi lamentosi e un paio di tragedie, stia scrivendo un romanzo popolare destinato a diventare un vero best seller. Addirittura sembra che stia trattando per vendere i diritti a tutte le scuole del Regno per i prossimi duecento anni: una vera disgrazia per tutti gli studenti e per le casse della casa editrice. Un hacker come me deve assolutamente fermarlo!

Qual è il metodo più sicuro per bloccare questo signore? Ovviamente colpirlo in ciò che ha di più caro, in ciò che costituisce la sua vera ricchezza: le informazioni immagazzinate sul suo computer e in qualche nuvola di passaggio. Una volta che metterò le mani su quei dati, il caro Alessandro non avrà più scampo e potrò farlo a fette con gusto e varietà di torture: impazzirà il suo PC, farò sparire larghi brani del suo amato romanzo, frullerò le parole già composte con tanta fatica, spierò ogni suo nuovo tentativo di buttar giù la stesura di un nuovo capitolo, copierò all’impazzata le sue frasi più celebri su tutti i social network e altri trucchetti fino al vero e proprio furto di identità. Se poi avesse anche un suo sito web – questi scrittori un po’ vanitosi al giorno d’oggi non riescono a farne a meno -, allora il mio indomito spirito di hacker potrebbe divertirsi anche a riempirlo di porcherie, messaggi pubblicitari, foto osé e musiche assordanti che partono all’impazzata: un bel colpo alla reputazione di persona retta e pia che si sta costruendo.

L’hacker che è in me si mette subito all’opera per scoprire la password di accesso al computer del signor Manzoni. Cominciamo con i più grandi classici: “password”, “querty”, “cambiami”, “12345678”, “abcdefgh”. Niente di tutto questo, non è così sprovveduto. Il suo nome completo è Alessandro Francesco Tommaso, provo allora con AFTManzoni: niente da fare. Proviamo con i nomi delle mogli: Enrichetta oppure Enriketta tanto per confondere le idee o addirittura Henriette come il nome originale della Svizzera francese. No: ora è sposato con Teresa e sarebbe disdicevole ricordare la prima moglie. Proviamo allora con le date: nascita sua, nascita della prima figlia, data di matrimonio, ma quale? Il primo celebrato tre volte, prima civile, poi calvinista e infine cattolico, oppure il secondo?

Con i dati personali sono sfortunato, allora vado a fare un po’ di ricerche su Google e sui social network per vedere che cosa gli piace e a che cosa si può essere ispirato. Scopro che, nonostante le apparenze piene di contegno, è uno sfegatato tifoso del Paris Saint Germain. Che abbia usato “Ronaldinho” o “Ibrahimovic”, magari cambiando qualche lettera e combinando i due nomi, il furbacchione? Niente da fare. Sempre sui social ho scoperto che sta lavorando alla stesura di un romanzo e in un post che ha inavvertitamente lasciato pubblico ho intuito che il titolo sarà qualcosa come “Fermo e Lucia” o “Lucia e Fermo”. Ora mi metto a provare tutte le combinazioni con questi indizi. E se, invece, la sua password fosse una combinazione dei nomi dei figli, magari non in ordine di nascita e con qualche lettera sostituita da numeri e segni? Ingegnoso, in quel caso potrei davvero trovare lungo, ma chi altro come lui di figli ne ha avuto dieci per potersi permettere un trucco del genere?

Questo Alessandro Manzoni è un osso duro, ma io non demordo, ho una reputazione da difendere e sono sicuro che prima o poi ce la farò a rompere le barriere che mi separano dal romanzo che promette guadagni per molti anni a venire. Basta solo che, nel frattempo, il Manzoni non pensi di cambiare la sua password, altrimenti mi tocca ricominciare tutto da capo.

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