Squilla il telefono

“Driiin, driiin” squilla il telefono e in casa comincia il dibattito. “Rispondi tu?” dice chi non ha proprio voglia di essere disturbato, oppure “Vado io” grida chi spera che arrivi la chiamata tanto attesa. Siamo nel secolo scorso, il telefono è affare comune a tutta la famiglia e squilla per chissà chi. Quando uno risponde, tutti si sentono autorizzati ad ascoltare e cercare di capire chi c’è dall’altra parte del filo.

Il telefono squilla in corridoio

Nella maggior parte delle case esiste un apparecchio telefonico, a volte ancora a muro, altre volte già “moderno” ossia appoggiato ad un tavolino e di colore non nero: grigio (il famoso Bigrigio elargito dalla SIP!) o, per i più tecnologicamente evoluti, perfino verde oliva. I telefoni bianchi restano relegati ai film e ai sogni di vita romantica e un po’ trasgressiva.

Se una vuole fare una telefonata in modo appartato, comincia una serie di peripezie perché perfino comporre il numero è un’operazione assai rumorosa: il disco gira per trasmettere impulsi e bisogna trovare il modo di chiamare senza farsi accorgere. Piena di insidie era la vita degli innamorati clandestini o semplicemente desiderosi di un po’ di riservatezza.

Se poi qualcuno chiamava a casa chiedendo di te, partiva una raffica di supposizioni, domande ed indagini incrociate che a volte stroncavano la relazione sul nascere: “E’ un maleducato, non ha dichiarato il suo nome” pronunciato da un genitore autorevole poteva essere la fine per il malcapitato spasimante.

Il cellulare squilla con le musichette

Arrivarono poi i cellulari che squillavano in modo diverso dal “driiin, driin”. Nokia, Motorola, Siemens e gli altri capirono che un telefono che squilla poteva essere un potente strumento di branding, così inventarono suonerie diverse personalizzate sui loro telefoni. Questo aprì la voragine delle suonerie personalizzate che ognuno poteva scaricare sul suo telefono sentendosi modernissimo. Capitava così che dal taschino del compassato commercialista partisse “Sex bomb” con scompiglio generale.

Il telefono squilla ancora?

Oggi i telefoni non suonano quasi più. A casa il telefono è quasi un oggetto di arredamento, un “ciapapùer” (“acchiappa polvere”) per dirla in piemontese, perché la linea telefonica ormai ce l’abbiamo tutti per avere il collegamento ad Internet, così, se il telefono squilla, nessuno si affretta, anzi spesso nessuno risponde. Forse stiamo perfino dimenticando il significato del verbo squillare.

Esistono siti web dai quali si possono scaricare suonerie creative e gratuite, ma sono uno dei modi migliori per infettarsi di virus e malware:  da evitare come la peste.

Lo smartphone squilla?

E gli smartphone? Sono quasi tutti silenziati, addirittura avere uno smartphone che squilla è considerato un po’ demodé. Siamo abituati ad entrare ed uscire da luoghi dove i telefoni devono restare silenziosi, così abbiamo fatto che metterli a tacere per sempre. Al massimo mettiamo la vibrazione per non perdere una chiamata, così tasche o borse mugugnano e siamo diventati così perspicaci che distinguiamo il mugugno telefonico, da quello del WhatsApp. Non ci affrettiamo nemmeno per rispondere, tanto sapremo ogni dettaglio su chi ci ha chiamati e a che ora, pronti a ricamarci sopra per decidere se e quando richiamare. O forse guardiamo il nostro smartphone tante di quelle volte che difficilmente una chiamata ci sfugge.

C’è un solo caso in cui il poveretto lancia uno squillo, quasi una richiesta di aiuto: quando la batteria sta per esaurirsi.

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