Le relazioni pericolose

Il  PC si chiama Personal Computer non solo perché è utilizzabile da una persona alla volta, ma perché è diventato qualcosa di molto personale. Custodisce i nostri segreti, sa a memoria le nostre password, conosce benissimo i nostri amici, le nostre abitudini, i nostri desideri e pure i nostri affari. Ci conosce in ogni intima piega come un familiare o un partner fedele, anzi molto di più.

Un computer davvero personale

Dai primi Personal Computer creati per la scrivania dell’ufficio (il motto di Bill Gates era: “A computer on every desktop”), oggi i computer che abbiamo tra le mani sono diventati strumenti personalissimi e si sono arricchiti di memorie per facilitarci la vita. Ricordano le nostre password e le nostre abitudini di navigazione, i nostri contatti e le nostre lettere d’amore, il numero di scarpe e il numero di conto corrente.

Diventa dunque molto importante porre la massima attenzione a come proteggere da accessi indesiderati non solo il computer, ma il suo contenuto, se finisce in mano altrui. Potrebbe essere un furto, una dimenticanza o, semplicemente, un collega troppo invadente: l’importante è che nessuno possa impossessarsi dei nostri dati né nostra identità.

Come proteggere il Personal Computer

La relazione speciale e principale con il nostro PC va dunque protetta con una robusta parola chiave che blocchi accessi indesiderati, in modo tale che chi entri in possesso in modo fraudolento dell’hardware almeno non possa leggere i nostri dati. Ovviamente questo principio vale anche per la famiglia allargata di tablet e smartphone: mai più senza password di accesso!

Se poi un caso di furto o smarrimento succedesse davvero, visto che ogni serratura può essere scassinata da un ladro che ha molto tempo, conviene comunque andare a cambiare le password degli account principali: caselle di posta, social media, siti di acquisto online.

E se usiamo un altro Personal Computer?

Che cosa fare, invece, quando siamo noi ad intrattenere una relazione clandestina con un altro computer? Potrebbe succedere perché abbiamo dimenticato il nostro o perché ci troviamo in hotel o magari perché vogliamo provare l’ebbrezza di qualcosa di diverso. Non importa quale sia il motivo che ha scatenato l’infedeltà: l’importante è che essa resti del tutto segreta. Fossero anche incontri ricorrenti, per non correre guai è necessario che non si lasciano tracce.

Se si utilizza un computer diverso dal nostro per leggere la mail o comunque accedere ad un account personale – la ricerca di un itinerario di viaggio, ad esempio -, una volta finito bisogna ricordarsi di uscire dall’account. Ricordiamoci che non basta chiudere la finestra del browser, ma bisogna  andare sul profilo personale e schiacciare Esci. In caso contrario, chi usa lo stesso computer dopo di noi può trovarsi sul nostro account già registrato (o “loggato”, se preferite le parole brutte). In questo modo il ladro potrebbe  fare acquisti a nostre spese o leggersi tutti i messaggi di posta o, ancora, inviare  messaggi fingendo di essere noi.

La navigazione in incognito

Volete essere ancora più sicuri durante una relazione clandestina con un altro computer? Utilizzate la navigazione in incognito: è un po’ più noiosa da iniziare, ma è l’unico modo per fare i propri affari indisturbati e senza lasciare tracce. Tutti i browser la consentono anche se le danno nomi diversi: in incognito, privata, “in-private”. Cercatela e sceglietela tra le opzioni, poi ricordate di ripetere la scelta  ad ogni nuova apertura di scheda del browser. Non ve ne pentirete!

C’è qualche speranza di ritrovare l’amato smarrito?

Se il vostro amato Personal Computer sparisce, tenete  presente che in questo mondo ipercontrollato dove tutte viene tracciato, ci sono modi per recuperarlo. Lo stesso vale per il vostro tablet e smartphone. Se vi capita un furto o se perdete il vostro amato, la procedura da seguire dipende dal sistema che utilizzate, ma ancora una volta Google può venirvi in aiuto. Scrivete semplicemente: “Trova il mio dispositivo” sulla barra di ricerca e qualcuno vi aiuterà.
Giovanna Giordano