Do you like veramente?

Il bottone “Like” con il pollice alzato è stato inventato da Facebook nel 2009 dopo un lungo processo di discussione interna e numerose bocciature da parte del fondatore Mark Zuckenberg. È stato lanciato per dare agli utenti un modo di esprimere gradimento a qualsiasi post con un semplice clic, molto più facile ed immediato che scrivere un commento con parole di approvazione.

Like significa “mi piace” e da allora è diventato il modo universale per esprimere approvazione sui social media e dintorni. Infatti viene proposto ed usato anche su vari blog, forum e siti web di informazione.

Sostantivo maschile che trae origine da un verbo, “to like” che significa piacere, viene spesso usato con indicazione della quantità. Ad esempio:

  • Ho dato un like alla foto della festa
  • Il mio post con il gattino ha ricevuto un sacco di like

La rappresentazione grafica di un like è il pollice alzato, gesto anglosassone con il significato di OK, oppure il cuore, usato su Instagram dove si gioca molto sulle emozioni suscitate dalle fotografie.

Il significato intrinseco di un like non è molto intenso, certamente molto più debole di “love”, infatti molti frequentatori di social media sono generosi di like senza interrogarsi troppo sull’effettiva gradevolezza dei post che guadagnano il loro consenso. In generale si potrebbe tradurre un like con: “visto e non dispiaciuto”.

Ultimamente la comunità Internet ha discusso sulla necessità di introdurre il bottone “dislike” in modo da consentire di esprimere disapprovazione con un semplice clic: il pollice verso contrapposto al pollice alzato. Per il momento è presente solo su YouTube, mentre pare che Facebook opponga resistenza a mostrare ciò che non piace: ottimismo americano oppure timore di spaventare i brand che pagano per mettere in evidenza i loro post pubblicitari?  In verità, un like si dà e si può anche togliere, ma di solito nessuno si prende mai la briga di farlo.

Una buona dose di like può rischiarare una giornata uggiosa, inorgoglire anche una persona bruttina e far contento un responsabile marketing. Chissà come facevamo ad esprimere il nostro godimento prima del 2009?

Giovanna Giordano

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