Crisi e carta d’identità

Nei primi anni del secolo scorso fece scalpore il caso Bruneri-Canella, detto lo smemorato di Collegno, che aveva completamente dimenticato la propria identità. Lo sfortunato fu reclamato da due famiglie di diverso status e lignaggio. Lungo fu il caso giudiziario per determinare, senza mai peraltro averne la certezza, la vera identità del malcapitato.

Dimostrare l’identità

Anche a noi può capitare di entrare nei panni dello smemorato di Collegno ogniqualvolta siamo costretti a dimostrare chi siamo, che siamo nati e, addirittura, che esistiamo in vita.

Alcune società civili, come quella italiana, adorano la burocrazia ripiena di certificati, bolli, marche, vidimazioni e visti. Con l’avvento della rivoluzione digitale, le società affette dal virus della burocrazia non hanno affatto abbracciato la semplificazione, piuttosto hanno tradotto in bit tutte le complicazioni che venivano gestite attraverso la carta.

Proviamo ad esplorare il caso della carta d’identità.

Impaginazione

Se avete recentemente ottenuto, non senza fatica e perseveranza per la consegna del documento, una carta d’identità emessa dal Ministero degli Interni, sarete rimasti sorpresi dall’impaginazione grafica di questo documento in cui i dati significativi sono scarsamente visibili dall’occhio umano.

Uno studente al primo corso di grafica sarebbe stato bocciato se avesse presentato un progetto siffatto, ma questa è opera dell’Istituto Poligrafico dello Stato che ha seguito gli standard internazionali con tanto di timbro delle Nazioni Unite.

Materiali

Tuttavia, superato l’ostacolo della scarsa leggibilità, si apprende che la carta è composta di policarbonato (serve per digerire?), laser engraving (spara raggi miracolosi?), microscritture (questo si capisce subito!) e perfino guilloches (servono quando piove?).

Tecnologia

Dal punto di vista tecnologico è bello scoprire le meraviglie presenti in questa carta d’identità: un microprocessore contactless a radiofrequenza che costituisce un fattore abilitante per accedere in massima sicurezza ad una serie di servizi (quali?).

In due riprese  vengono forniti due numeri segreti di otto cifre, il  PIN e il PUK, ma non si capisce bene a che cosa servano. In ogni caso, si viene confortati da un documento di 28 pagine sulle caratteristiche del microprocessore a cui è demandata la custodia della nostra carta d’identità. Non si può far altro che mettersi tranquilli.

Servizi

Se vi resta la curiosità sui servizi resi possibili dalla carta d’identità elettronica e fate ricerche al riguardo, visto che ormai avete ricevuto e ricomposto PIN e PUK, magari annotandoli in luogo sicuro, non abbiate paura.

L’apposita pagina http://www.cartaidentita.interno.gov.it/servizi-italia-it/ informa che “servizi .italia.it”, o “servizi italia.it” o “Italia login” costituiscono un ecosistema (!) per i servizi al cittadino. Noi abbiamo fatto qualche ricerca e scoperto che italia.it è un portale turistico, mentre servizi.italia.it porta ad una pagina web inesistente.

C’è anche la App

Visto che ad occhio nudo si riesce a malapena a leggere il nome del proprietario, come si leggono i dati presenti sulla carta d’identità? Semplice, con un’apposita App detta IDEA per IDentity Easy Access.

Questa App  IDEA è in grado di interfacciare i segnali contactless emessi dalla carta, ma è scaricabile soltanto su Android. DI conseguenza, i fortunati possessori di smartphone, dopo un po’ di manovre per la configurazione, ce la possono fare. Viceversa, tutti coloro che sono dotati di un iPhone oppure di semplici occhi, si compreranno una lente di ingrandimento.

Prima di tutto la Legge

La cornice normativa che ha reso possibile l’attuale progetto di carta d’identità elettronica risale addirittura al Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, emesso da Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione. Si tratta di ben 58 pagine di fronte alle quali non possiamo che sentirci piccoli piccoli.

Nel tempo, insieme alla repubblica, sono state emanate leggi e decreti fino al 2016, quando il Decreto del 25 marzo ne ha determinato il corrispettivo da corrispondersi in euro 13,76, oltre IVA e oltre i diritti fissi e di segreteria, ove previsti.

Al Comune di Torino per ottenere la carta d’identità elettronica, oltre ad infinita pazienza, bastano 22 euro e 21 centesimi – in contanti, mi raccomando: un’inezia per tale meraviglia!
Giovanna Giordano

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