L’educazione delle ragazze

Nei dibattiti sul divario digitale di genere mi viene spesso chiesto di dare qualche consiglio alle ragazze per aiutarle, se mai ce ne fosse ancora bisogno, a conquistare il loro posto nel mondo anche in ruoli che l’immaginario collettivo assegna ai maschi. Lo faccio con le parole di una grande informatica, Grace Hopper, eterna ragazza che incoraggiò molte ragazze ad affermare i loro valori.

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Smart come mia nonna

Smartphone, smart TV, smartwatch: oggi siamo attorniati da oggetti che fanno molto di più del loro analogo meno intelligente. Abbiamo smart card, smart box, perfino le droghe e le bombe sono diventate furbe (faranno meno male?). D’altra parte viviamo, o vorremmo vivere, in una smart city progettata con smart design, no? Che cosa vuol dire?

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Se Carducci avesse usato il correttore

Come sarebbero diventate molte delle poesie che abbiamo studiato alle scuole elementari se nell’Ottocento fosse esistito il correttore ortografico? Oggi conosciamo ancora abbastanza l’ortografia per scrivere senza commettere errori? I dislessici possono trovare un valido aiuto nel correttore che automaticamente fornisce la grafia corretta?

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Fare bei sogni? Su Netflix si puo’

Ci sono film che si guarderebbero milioni di volte perché assicurano sogni ed emozioni o mettono un cerotto alle ferite dell’animo ogni volta che ce n’è bisogno. Alcuni vengono trasmessi e ritrasmessi periodicamente dai canali televisivi che conoscono le nostre preferenze da prima che fossero inventati i cookie.

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Libri di carta e di bit

Da quando i libri non sono più soltanto di carta e non si acquistano più soltanto in libreria, ma arrivano anche da luoghi virtuali più o meno sconosciuti sotto forma di ebook, su questo fenomeno sono stati scritti fiumi di parole di carta e di bit.

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Cosi’ lontani, cosi’ vicini

Un tempo chi andava in paesi lontani, vuoi per necessità vuoi per piacere o per spirito di avventura, perdeva i contatti con il luogo di origine, affidando a rare missive l’unico legame con gli affetti rimasti a casa.

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Do you like veramente?

Il bottone “Like” con il pollice alzato è stato inventato da Facebook nel 2009 dopo un lungo processo di discussione interna e numerose bocciature da parte del fondatore Mark Zuckenberg. È stato lanciato per dare agli utenti un modo di esprimere gradimento a qualsiasi post con un semplice clic, molto più facile ed immediato che scrivere un commento con parole di approvazione.

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Reale o virtuale?

Le belle ragazze diafane e senza rughe qualche volta esistono davvero, ma per lo più abitano realtà virtuali ritoccate con Photoshop. Le belle ragazze un po’ meno magre e un po’ meno lisce si agitano nel mondo reale e scrivono libri sui computer.

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Con chi scambio la voce?

“Pronto! Con chi chiacchiero?”. Macchine parlanti e capaci di comprenderci sono sempre stati un sogno dell’umanità e sono state più volte rappresentate nei romanzi ispirati al futuro, eppure oggi non è raro imbattersi per la strada in una signora trafelata che discute animatamente con un’altra voce femminile provieniente dal suo smartphone, arrivando addirittura, nei casi più gravi, a definirla la sua migliore amica.

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