Siti web e gabinetti

Tutti noi ogni giorno visitiamo siti web per i motivi più disparati: ci informiamo, ci iscriviamo, ci divertiamo, ci confrontiamo, ci confessiamo, ci gratifichiamo. Qualche volta ci arrabbiamo o ci innamoriamo.

Sul web non abbiamo segreti

Quando siamo soli davanti allo schermo navigando sul web senza intermediari, tiriamo fuori la parte più intima di noi, così finiamo per scrivere o cercare su Google cose che non oseremmo confessare a nessuno. Insomma, essere soli davanti ad uno schermo è un po’ come essere chiusi nella stanza da bagno, al riparo da occhi indiscreti. Per questo motivo gli studi più recenti sulle parole e frasi ricercate sul web rivelano un lato segreto dell’umanità, quasi come se potessero guardare le persone dal buco della serratura del gabinetto.

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C’era una volta un ristorante…

C’era una volta  ristorante con camere chiamato: “La Tavola Imbandita”. Era un ristorante di campagna un po’ defilato, con annessa locanda. Era frequentato in momenti e circostanze diverse da vari personaggi, che poi scrivevano le loro recensioni su TripAdvisor.

Dopo averle lette, andreste o no in questo locale?

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Genitori sull’orlo di una crisi di nervi

Fare i genitori è sempre stato un mestiere difficile, ma con l’avvento della rivoluzione digitale si aggiungono nuove preoccupazioni. Così, chi deve guidare i minori a navigare sicuri nella Rete si sente spesso spaesato di fronte a minacce poco conosciute.

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Giornali di carta o digitali?

Un tempo, se al mattino non riuscivi a dormire, non potevi leggere i giornali, ma solo prendere il libro dal comodino cercando di non disturbare chi dormiva vicino a te oppure metterti in posizione verticale ed iniziare la giornata.

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C’è ricordo e ricordo

Ogni giorno Facebook, dopo avermi invitata a prendere l’ombrello perché fuori piove, mi propone un ricordo. Si tratta di miei post di uno, tre o sette anni fa, pubblicati proprio nella stessa data.

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I ricordi al tempo di Internet

Quando i ricordi erano fatti di fotografie che si stampavano sulla carta e ognuna di esse aveva il suo bel corrispettivo in lire, si stava molto attenti a selezionare le inquadrature ancora prima ancora di premere il pulsante.

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Squilla il telefono

“Driiin, driiin” squilla il telefono e in casa comincia il dibattito. “Rispondi tu?” dice chi non ha proprio voglia di essere disturbato, oppure “Vado io” grida chi spera che arrivi la chiamata tanto attesa. Siamo nel secolo scorso, il telefono è affare comune a tutta la famiglia e squilla per chissà chi. Quando uno risponde, tutti si sentono autorizzati ad ascoltare e cercare di capire chi c’è dall’altra parte del filo.

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Principi di autodifesa personale

Imparare qualche principio di autodifesa personale è il modo più efficace per affrontare gli aggressori in tutti i campi. Soprattutto è utile prepararsi in anticipo ed allenarsi per mantenere il sangue freddo anche nei momenti cruciali. Quando si tratta di computer e di Internet, spesso si pone l’accento sulle minacce alla sicurezza personale e sulla pericolosità della Rete, per non parlare dei social media, considerati vera fucina di malfattori. In realtà, la natura umana è sempre la stessa con identica dose di malvagità, cambiano però i mezzi con i quali i cattivi agiscono per catturare la fiducia degli innocenti dal cuore puro.

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L’educazione delle ragazze

Nei dibattiti sul divario digitale di genere mi viene spesso chiesto di dare qualche consiglio alle ragazze per aiutarle, se mai ce ne fosse ancora bisogno, a conquistare il loro posto nel mondo anche in ruoli che l’immaginario collettivo assegna ai maschi. Lo faccio con le parole di una grande informatica, Grace Hopper, eterna ragazza che incoraggiò molte ragazze ad affermare i loro valori.

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Smart come mia nonna

Smartphone, smart TV, smartwatch: oggi siamo attorniati da oggetti che fanno molto di più del loro analogo meno intelligente. Abbiamo smart card, smart box, perfino le droghe e le bombe sono diventate furbe (faranno meno male?). D’altra parte viviamo, o vorremmo vivere, in una smart city progettata con smart design, no? Che cosa vuol dire?

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